Quante sessualità? (1)

07 Dicembre

Ho sempre trovato che l’idea che esistano solo due sessualità, quella maschile e quella femminile, dovesse essere considerata del tutto incapace di descrivere la realtà dei fatti – per dirla comunemente, mi sembra una grandissima sciocchezza. Basta alzare gli occhi (ma molti temono di farlo) per accorgersi che maschile e femminile sembrano piuttosto i poli opposti di un continuum all’interno dei quali esiste una varietà di sfumature e di intrecci di identità, nell’orientamento e nell’intensità del desiderio, nonché nella fisiologia dei caratteri sessuali.

Mi sono così chiesto se quest’idea di due principi, maschile e femminile, rigidamente in opposizione si ritrovi in tutte le società e in tutte le epoche, o sia piuttosto, come suggerisce Galimberti in “Miti d’oggi”, la risultante di un particolare approccio – quello scientifico-anatomico in voga dal XIX secolo in poi – alla questione del genere.

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A parziale risposta, riporto una curiosità dalla voce “Temi LGBT nella mitologia – Maya” di Wikipedia:

Tra le più note ed importanti figure divine del periodo classico (200-900 d.C.), la cosiddetta divinità del mais Maya, viene spesso raffigurato nell’arte come un giovane effeminato associato alla creazione artistica in generale e si pensa possa aver suggerito la costituzione di una specie di “terzo genere sessuale” all’interno dell’ordinamento sociale della civiltà Maya.

Xochipilli (“il principe dei fiori”) era il dio dell’amore, dei giochi, della bellezza e della canzone, dei fiori, del granoturco e della musica, ma era anche il patrono degli omosessuali e di coloro che si dedicavano alla prostituzione maschile. Questo suo ruolo suggerisce tra l’altro anche una complessa serie di associazioni, tra cui il ruolo di intrattenitore, l’amore nei confronti dei cibi esotici e dei profumi, la varianza di genere maschile e l’erotismo omosessuale.

La dea Tlazolteotl, nota come “patrona dell’adulterio e signora del peccato morale”, rappresenta tutto un mondo sotterraneo di divinità della vita e della morte, atte a trasformare il dolore e la sofferenza in bene dandogli una valenza ed un risultato positivo. Madre di Centeotl, a volte identificata con Toci, lei è anche la madre metaforica e la protettrice degli “Huastecs”, transgender o sacerdotesse lesbiche, insieme con la dea Xochiquetzal.

Se ti riconosci una persona LGBTI e per qualche ragione vivi con difficoltà la tua identità sessuale, forse può esserti utile un percorso di counselling individuale, o il gruppo per le tematiche LGBTI.

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