Essere seduttivi

L’uomo crede spesso di dirigersi quando invece è diretto; e mentre la sua mente tende verso uno scopo, il cuore lo trascina insensibilmente verso un altro.
(La Rochefoucauld, XVII sec.)

La seduzione è un processo persuasivo che, anziché sfruttare argomenti logici, si insinua attraverso le emozioni. Non riguarda soltanto le coppie, bensì tutte quelle situazioni in cui, pur in modo sano e innocente, c’è un processo di fascinazione, come spesso accade, per esempio, nel rapporto maestro-allievo, o in quello capo-sottoposto. In questo senso, i rapporti di seduzione non sono necessariamente manipolativi, e possono anzi aiutare il corretto dispiegarsi della relazione. In effetti, tutti siamo oggetto di processi di seduzione e ne mettiamo in atto a nostra volta.

Purtroppo molti credono che per sedurre sia necessario diventare qualcosa di diverso da sé: fingere, mascherare le proprie reali emozioni, adottare strategie e stratagemmi per manipolare e impressionare. Chi siamo noi, allora, quando cerchiamo di sedurre?

In realtà per diventare seduttori non basta qualche tecnica, né è utile cercare di impersonare un ideale di seduttore che non ci appartiene: tutto ciò serve solo a mascherare le nostre paure e il nostro senso di insufficienza. Dietro a un atteggiamento seducente ci sono prima di tutto un sincero interessamento all’altro e un’attitudine all’ascolto, requisiti minimi per sviluppare sia la sicurezza in se stessi, sia una sensibilità istintiva verso i bisogni dell’altro. La seduzione, quindi, si basa soprattutto sulla capacità di essere emotivamente con l’altro, portando pienamente e autenticamente il proprio essere se stessi.

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