Gruppo per le tematiche LGBTI

In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l’oggetto maschile e quello femminile.
(Sigmund Freud, Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile, 1920)

Il Gruppo, moderato dal counsellor Emanuele Gatti, è aperto a tutte le persone che si identificano LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersessuali) o che, magari per vicinanza a persone LGBTI, vogliono comprendere meglio i loro vissuti. Il gruppo è altresì aperto a qualsiasi tipo di discussione inerente i problemi relativi al riconoscersi in una sessualità diversa da quella strettamente eterosessuale, quali ad esempio i dubbi sul proprio orientamento; la relazione con i genitori; il coming out e le manifestazioni della propria identità; i problemi di accettazione sociale, il provincialismo, la chiusura mentale; l’intimità, sia essa promiscua o stabile; le malattie a trasmissione sessuale; la relazione con il partner; l’innamoramento verso un eterosessuale; l’omosessualità e l’invecchiamento.
Scopo essenziale del gruppo è dare ai partecipanti l’opportunità di condividere le proprie esperienze e di aiutarsi mutuamente sui modi per affrontare i problemi comuni.

varie sessualitàSono aperte le preadesioni alla nuova edizione!
Se sei interessato e vuoi prenotarti, oppure se vuoi maggiori informazioni su questa esperienza, scrivi a counseling@emanuelegatti.com.
Il Gruppo si riunirà presso la Scuola Gestalt di Torino a partire da Febbraio 2015, tutti i martedì, con frequenza settimanale.

Perché partecipare a un gruppo di aiuto
L’efficacia dei gruppi di aiuto è stata documentata da una mole di ricerche, di cui è qui impossibile rendere conto. In breve, si può fare riferimento ai documenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), nei quali si afferma che la salute è creata e vissuta nel quotidiano, ovvero nella famiglia, sul lavoro, nel tempo libero e nella vita affettiva, e consiste nell’occuparsi di sé e degli altri. Ciò implica che le persone sane sono in grado di prendere decisioni e sono padrone delle condizioni della propria esistenza, e che la salute implica la capacità di affrontare e risolvere i problemi in maniera soddisfacente e flessibile all’interno del contesto familiare e sociale.
Da questa prospettiva, il gruppo di aiuto mira ad aumentare l’empowerment, la maturità individuale e collettiva e l’autodeterminazione dei partecipanti.
Il valore terapeutico del gruppo di aiuto è caratterizzato principalmente dal fatto che ognuno è contemporaneamente fornitore e fruitore di aiuto. All’interno del gruppo, ogni persona, che inizialmente può percepirsi solo come bisognosa d’aiuto, può sperimentare di essere persona in grado di dare aiuto; da soggetto passivo, quindi, diviene soggetto attivo, verso se stesso e verso gli altri.
L’attività del gruppo di aiuto guidato da un counsellor si inserisce perfettamente nella logica degli interventi di counselling, in quanto il suo elemento precipuo sta nell’attivazione delle risorse vitali, emotive ed esperienziali dei partecipanti, che in questo modo evitando di delegare passivamente alle istituzione e ai professionisti la risposta ai loro problemi.

*Il Gruppo è da intendersi come uno spazio di discussione e di confronto e non può essere inteso come sostitutivo di terapie psicologiche, psichiatriche, psicoterapiche o farmacologiche.