Seduzione vs. seduttività

14 aprile
donna nuda porge mela

il simbolo della seduzione originaria

Seduzione è un vocabolo in uso a partire dal tardo medioevo. All’epoca si riferiva in particolare all’operare del demonio nelle sue varie forme carnali e temporali, veicolando, pertanto, un significato del tutto negativo. Ovviamente, si riteneva spesso che il demonio si incarnasse nelle donne… tant’è che ancora in tempi non lontani se un uomo cedeva, magari inopinatamente, a una donna, la colpa era di quest’ultima, che lo aveva, appunto, sedotto.

Ai nostri giorni, il termine seduzione ha perso le sue valenze spregiative e stricto sensu evoca invariabilmente la coppia, o meglio, il processo che porta due individualità a un incontro passionale o amoroso. Esiste anche un significato in senso lato, che accosta la seduzione a una ben specifica forma di persuasione, ma ora non ci interessa. Una persona che risulti degna di seduzione, ovvero che seduce, sarà detta seducente, o più raramente seduttiva.

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Robin Williams impersona un professore seduttivo ne “L’attimo fuggente”

Seduttività è una parola nuova (mi sorge il dubbio che sia l’effetto di un barbarismo importato nella nostra lingua), ma possiamo approfittarne per accostarla a un significato di seduzione particolarmente ampio: quello etimologico del “portare a sé” (se-ducere) gli altri. Seduttività sarà allora la capacità sia di piacere, sia di farsi seguire, e l’essere seduttivi avrà a che vedere con il fascino, il carisma, l’autorevolezza.

A titolo di esempio, pensiamo, per esempio, a un insegnante. Qualunque bravo maestro avrà la capacità di sedurre i suoi allievi, cioè sarà seduttivo – mentre si auspica che eviti di essere anche seducente.

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