Scrivere forma il senso di Sé

17 febbraio

scrivere biografia SéDa uno o due decenni si fa un gran parlare del . Quando ero un giovanissimo studentello, si parlava ancora di Ego, e prima ancora si parlava di Io, ma queste definizioni della nostra dimensione interiore e distintiva a un certo punto sono risultate insufficienti e, pertanto, superate. Non vi è spazio, qui, per indagare il senso di questa trasformazione, pur carica di conseguenze e riflesso di cambiamenti socio-culturali importanti. Atteniamoci al presente e chiediamoci: cos’è il Sé? Quali sono i suoi confini? Ancor meglio: quali sono i suoi confini nello spazio e nel tempo? Può sembrare strano pensare il Sé in relazione allo spazio e al tempo; soffermiamoci dunque a riflettere per pochi istanti.
Potrebbe darsi un supereroe senza il suo costume? Immaginereste la strega cattiva senza la sua casa nella foresta? Sarebbe Leopold Bloom (il protagonista dell’Ulisse di Joyce) ancora se stesso senza la sua Dublino a fargli da sfondo? Possiamo dire che l’identità del supereroe, della strega e di Bloom è definita non solo dagli aspetti interiori e psicologici, ma anche dal mondo che li circonda e dagli oggetti che usano. Il loro Sé si muove inevitabilmente in uno spazio quotidiano fatto di cose e posti, è, cioè, un Sé “distribuito”.
Cosa saremmo, d’altra parte, senza le nostre memorie, le nostre esperienze presenti e le nostre aspettative o paure rispetto al futuro? Il nostro Sé non appare affatto statico; piuttosto pare avere la forma di una storia che si dipana nel tempo, di una narrazione che noi raccontiamo agli altri e a noi stessi, modificandola di volta in volta per dare forme diverse alla nostra identità. Questo racconto ha un’importante funzione sia di costruzione psicologica, sia di relazione sociale: essa ci definisce e ci descrive a noi stessi e agli altri.
Come tutte le storie, anche la nostra narrazione potrà contenere elementi di verità ed elementi di fantasia, momenti cui siamo affezionati e momenti cui non diamo importanza, chiavi di volta e momenti di epifania. E come tutte le storie, è proprio nel momento che la raccontiamo che ci accorgiamo se la storia fila liscia, se funziona, oppure se si inceppa, se va limata qua e là.
Scrivere ci aiuta a raccontare questa storia, la storia del nostro Sé nello spazio e nel tempo, di ciò che ci ha riguardato e di quel che abbiamo udito, in un atto di costruzione che inevitabilmente comporta una trasformazione radicale della nostra identità.

Se pensi che la tua storia meriti di essere raccontata, o hai dentro di te una storia da raccontare, scopri Narrare il Sé: Laboratorio di Scrittura Espressiva, l’esperienza di formazione in programma il 7 Marzo a Padova.

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