Quando l’attualità è passata

12 gennaio

Per le ragioni più strampalate, mi capita spesso di trovarmi a leggere riviste di pressante attualità qualche mese dopo la loro uscita. Le scorro a caccia di quegli articoli che subiscono meno l’effetto del tempo, ma non posso evitare di sbirciare i titoli degli articoli che descrivono una situazione in fase evolutiva: la nuova legge sta per essere discussa al governo, passerà? Cosa voteranno i cittadini al referendum prossimamente indetto? Chi vincerà le elezioni in quello stato asiatico? Come sarà fermata l’avanzata dell’esercito ribelle?

cambiamento, vecchi giornali, notizie, risveglioFa un effetto straniante ritrovarsi coinvolti in vicende mozzafiato che sono già passate, e che in qualche modo mi sono perso, magari perché impegnato in un lungo viaggio all’estero e assorto da altri fatti e notizie. Mio malgrado vengo risucchiato da quegli eventi, mi ci appassiono forse più di come avrei potuto viverli se li avessi appresi nel momento in cui erano il presente, poiché so che la risposta è alla mia portata, non devo aspettare un giorno o una settimana per scoprirla, mi basta fare una ricerca in Internet. Invariabilmente scopro che, anche se la legge è passata, il referendum è stato bocciato, un certo leader anziché un altro ha vinto le elezioni e l’esercito ribelle rimane stabile nelle sue posizioni, non è cambiato proprio nulla, e io non mi sono perso niente.

Ora, non mi voglio lasciar fraintendere: non è mia intenzione fare apologia dell’ignoranza. Piuttosto, mi echeggia in mente il celebre motto di Tommasi di Lampedusa: Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

In termini psicologici, potremmo dire che c’è insieme di caratteristiche che ci contraddistingue e che tende a non mutare, e intorno tanti strati concentrici, come in una cipolla, di personalità.

In realtà i cambiamenti radicali avvengono: possono realizzarsi lentamente, per minime approssimazioni progressive, oppure con un gran salto subitaneo. Il vero cambiamento, però, è meno frequente di quanto la nostra società, sempre a caccia di novità su cui urlare per qualche giorno prima di gettarsi su una nuova, futile novità, ci voglia far credere. Qui mi torna in mente un momento di uno dei più noti film di Verdone:

 

 

Alla domanda “che te voi desiderà?” la risposta è semplice: di stare bene qui e ora, adesso, nell’infinito presente che rappresenta la dimensione esistenziale di ogni essere umano. Il vero cambiamento è trovare se stessi in questo eterno presente, averne consapevolezza, riuscire a goderne per quel che è.

Se anche tu vuoi innescare il cambiamento, andando a eliminare progressivamente i blocchi che impediscono al tuo Sé più profondo di esprimersi in tutte le sue potenzialità, scopri: Vincere la Paura: Cambiamento e Risveglio interiore.

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