Le contraddizioni nell’uso del tempo

19 gennaio

riappropriarsi del tempoNella società occidentale contemporanea tendiamo ad avere un rapporto schizofrenico con il tempo.
Da un lato, infatti, i ritmi concitati ben scanditi dagli onnipresenti orologi; l’invadenza delle nuove tecnologie; il desiderio di dedicare tempo, oltre che al lavoro e alla famiglia, anche alla coppia, alla propria salute fisica, ai propri hobbies, agli amici; la velocità alla quale tutto si muove ci danno l’inevitabile effetto psicologico che il tempo non basti mai, che vorremmo giornate di 28 o forse 48 ore. Ciò può risultare in un’esperienza frustrante di deprivazione relativa: pensiamo a tutte le cose che potremmo o vorremmo fare (e che, presumibilmente, altri fanno), ma che non riusciamo a fare, e ci sentiamo frustrati. Soprattutto, però, risulta nella sensazione che non ci sia il tempo per fermarsi, per assimilare le esperienze fatte e orientarsi verso quelle che verranno. Ovviamente, l’inascoltato bisogno di riposare si manifesta in una lunga serie di patologie stress correlate, tra le quali quelle cardiovascolari.
Dall’altro lato, la nostra società rifiuta l’otium, l’ozio: l’allungarsi della vita e la diminuzione dei bisogni materiali parallela a una maggiore disponibilità economica dovrebbero portare a un’almeno parziale emancipazione del lavoro, cosa che invece non si verifica; gli spazi di libertà, al contrario, sono irreggimentati in categorie ben definite, quali “il fine settimana”, le “ferie”, la “pensione”, per le quali è prassi comune la sistematica ricerca di qualcosa da fare, di un’attività in cui impegnarsi, per “dare senso” al tempo altrimenti vuoto, e che potrebbe essere usato per riposarsi o per la riflessione intellettuale.
Ripensare il proprio uso del tempo, portando consapevolezza sulle proprie dinamiche, è pertanto oggi un passo indispensabile per conseguire il benessere fisico e psicologico.

Se sei d’accordo, scopri come Riappropriarsi del tempo può aiutarti a ripensare l’impiego del tuo tempo.

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