Chi Marte, chi Terra

14 Gennaio

Si fa molto parlare, negli ultimi mesi, delle missioni che potrebbero, in un tempo dai 4 ai 20 anni da oggi, portare l’uomo su Marte. Missioni, tra l’altro, dai nomi evocativi e pretenziosi, quali ad esempio Mars One, Mars Direct, Inspiration Mars. La più discussa è Mars One, che punta, contro ogni pronostico di successo da parte delle società concorrenti e di enti come l’Agenzia Spaziale Europea e la Nasa, a portare l’uomo su Marte nel 2024, creando un piccolo contingente di volontari senza alcuna prospettiva di ritorno. Mars One dichiara di aver ricevuto 200.000 candidature, e sta convincendo diversi sponsor a investire nel progetto, nonostante la missione sia stata descritta da molti come un prevedibile suicidio. Le condizioni di vita su Marte, infatti, sono assolutamente proibitive per l’uomo, e occorre una preparazione estrema, in termini di capacità umane e di infrastrutture, per installare una colonia anche solo a breve termine sul pianeta.

marte, adattamento, pauraMi sono chiesto: cosa spinge una persona a desiderare di lasciare il proprio pianeta per sempre? Una vita percepita come irrimediabilmente deludente? Uno smisurato bisogno di grandeur che si manifesta nel desiderio di entrare nella storia? Un radicale mettersi alla prova? Un senso di non appartenenza alla società di cui si fa parte? Una suocera insopportabile?

Qualunque sia la risposta, e senza nulla togliere alla legittimità di un individuo di guardare oltre il confine dell’orizzonte, mi chiedo anche se per queste persone non ci sia ancora un intero pianeta da scoprire qui sulla Terra, magari con l’aiuto di qualcuno capace di offrir loro una prospettiva diversa.

Se anche tu a volte vorresti partire per un altro pianeta, ma scegli di restare sulla Terra, forse ti può interessare Vincere la Paura: Cambiamento e Risveglio interiore.

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